Didattica musicale applicativa

Disegnare Musica

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Questo è il progetto, ideato e coordinato da me, che realmente ha dato vita ad una ricerca di studio e applicazione nel campo della didattica musicale, incontrando vari aspetti della pedagogia musicale e della teoria dell’apprendimento.

Dal 1999 ho progettato i percorsi didattici di Disegnare Musica iniziando dal IV Circolo di Verona, allora guidato dalla straordinaria Direttrice Chiara Ombretta Cecchinato, che poi, con la sua grande saggezza e conoscenza, mi ha aiutato a far crescere la Rete costituita da molte altre scuole veronesi (fino a oltre 20 Istituti comprensivi di Verona e Provincia, negli ultimi anni), diventandone poi la referente.

L’idea era quella di dare l’importanza che meritava all’ora di musica presso le scuole primarie affidandola a musicisti professionisti: all’inizio l’unica musicista ad entrare nelle classi aderenti al mio progetto ero io, ma già dal terzo anno di applicazione eravamo diventati 4 in 4 Istituti Comprensivi differenti, poi diventammo 8, poi 14, fino agli ultimi anni in cui ho coordinato e formato oltre venti musicisti ogni anno. Disegnare Musica assunse il nome completo di Disegnare Musica – Musica d’insieme per crescere. Questa costante evoluzione, che ha permesso di far arrivare l’insegnamento professionale della musica a oltre 10.000 bambini all’anno, è avvenuta grazie all’impegno di molti sostenitori: nel tempo hanno contribuito alla realizzazione del progetto, Enti come il Comune di Verona, la Fondazione CariVerona, la Regione del Veneto, l’Ufficio Scolastico Provinciale, la Fondazione San Zeno, la Fondazione Cattolica, gli Istituti Scolastici, i genitori e molti altri.

Ogni anno si concludeva con esibizioni in contesti di prestigio di grandi insiemi di bambini che si trovavano sul palco per la prima volta (provenendo da aree completamente differenti della Città e della Provincia) e suonavano brani di musica classica o di musica composta appositamente per loro, perfettamente coordinati, davanti a un pubblico di genitori, insegnanti e addetti ai lavori. Negli anni questa importantissima esperienza, conclusasi nel 2019, ha offerto alle scuole di Verona più di 80.000 ore di insegnamento musicale, ha dato lavoro a 44 musicisti ed ha contribuito a formare nella musica fin dalla tenera età circa 30.000 veronesi, che oggi hanno un’età compresa fra i 7 e i 27 anni. La testimonianza più grande dell’importanza di questo progetto è incontrare oggi gli allievi di allora: laureati, musicisti o che comunque portano la musica nella loro vita, in ogni caso animati da un ricordo vivo di un insegnamento che li ha fatti sentire inclusi e considerati, protagonisti assoluti di un cammino passato attraverso la creazione, l’ascolto, la relazione e la professionalità.

Operaperta - AIDA

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Nel 2013, il Festival Lirico Areniano compì 100 anni di storia e Fondazione Arena di Verona mi coinvolse nei festeggiamenti chiedendomi di portare nelle scuole primarie aderenti alla Rete di Disegnare Musica, percorsi didattici dedicati alla musica lirica. L’interdisciplinarità alla base del mio progetto si sposava perfettamente al mondo della musica lirica: il coordinamento con i musicisti professionisti, la formazione e la costante collaborazione con gli insegnanti di classe ci consentirono di trasformare le aule delle scuole in veri laboratori scenografici, in sale prova per i movimenti scenici, per l’interpretazione musicale e il canto. Il risultato fu l’allestimento di una Aida di Giuseppe Verdi fatta dai bambini, con musiche arrangiate per lo strumentario didattico, scenografie e costumi realizzati con l’ausilio degli insegnanti di classe, movimenti scenici e regie teatrali pensate da, con e per i bambini. Gli spettacoli si tennero al Teatro Filarmonico e piacquero così tanto che il progetto proseguì per altri due anni con l’allestimento di Aida di Verdi e Il Barbiere di Siviglia di Rossini e nuove esibizioni al Filarmonico e al Teatro Ristori. L’elemento vincente di questi percorsi era la riconsiderazione dei ruoli, l’essere protagonisti ognuno con le proprie reali inclinazioni. L’Opera ha il potere di portare tutti dentro al processo creativo: nei tanti settori della filiera, ognuno sente di essere un tassello fondamentale nella costruzione del grande mosaico finale che è lo spettacolo teatrale.

Musica per suoni spontanei

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Questo è un progetto molto speciale, nato nel 2007, in collaborazione con l’Associazione Culturale Pediatri e il Centro per la Salute del Bambino, presso gli Asili Nido di Verona. L’intento era quello di portare la musica anche in un contesto delicato come quello dei nidi, con bambini, insegnanti e genitori, utilizzandola come una sorta di vocabolario espressivo al quale i piccoli si potessero appoggiare per creare un dialogo sonoro e fisico dove le azioni e i movimenti venivano ascoltati e inseriti in una “concertazione” più grande.

Questo “gioco musicale” si poneva l’obiettivo di includere tutti attraverso un vero e proprio percorso tattile – uditivo dove il suonare e risuonare insieme forniva importanti informazioni ai genitori e agli educatori sugli aspetti conoscitivi dei propri figli. Le sperimentazioni si ponevano come obiettivi il cominciare a strutturare l’orecchio e la percezione sensoriale del bambino, seguire la sua capacità imitativa e valorizzare la successiva fase elaborativa e improvvisativa, conferendo sicurezza e gioia nell’esprimersi. Il percorso era nato anche con l’intento di includere bambini non udenti e non vedenti.

In questo contesto così speciale, fatto di ascolto sensibile e di orchestrazione delle inclinazioni dei più piccoli, è nato Jaipur, lo gnomo capace di sentire e riconoscere tutti i suoni del mondo, protagonista dell’albo illustrato Jaipur e la macchina avvisavento, scritto e musicato da me, illustrato da Gek Tessaro e pubblicato da Kite Edizioni nel 2011.